Ultima modifica: 23 Novembre 2017
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Nessun parli….

Ogni bambino è un artista. Il problema è poi come rimanere un artista quando si cresce.

(Pablo Picasso)

Nessun parli…nessun parli…non è una battuta tratta da un film d’azione o da un libro noir. È, fortunatamente per noi, una meravigliosa iniziativa promossa dal Miur, in collaborazione con il Comitato Nazionale per l’Apprendimento Pratico della Musica per tutti gli studenti, attraverso una giornata fatta di attività musicali e artistiche che ha coinvolto attivamente tutte le studentesse e gli studenti.

I Docenti e la Dirigente della Scuola Secondaria di I Grado N. Ingannamorte hanno fin da subito caldeggiato questo progetto, perché ritengono che l’arte, con tutte le sue molteplici sfaccettature, possa lambire e dolcemente sfiorare certe corde dell’animo umano, particolarmente sensibili. Non a caso Alda Merini diceva che la sensibilità non è donna, la sensibilità è umana. Quando la trovi in un uomo diventa poesia.

Il d-day è giunto! Oggi, 22 novembre, gli alunni per un’intera giornata scolastica hanno messo da parte libri, quaderni e “calamaio” e si sono sporcati le mani. Alcuni hanno dipinto dal vivo nell’androne della scuola, muniti di pennelli, colori a tempera ed entusiasmo, accarezzati da una luce soft (gli artisti hanno una necessità spasmodica di immergersi in toto nel loro mondo parallelo) e da una musica di sottofondo, rigorosamente live. Non dimentichiamo che abbiamo la fortuna di avere 3 corsi ad indirizzo musicale, ergo  qui, da noi, la musica è di casa, in altre parole trova il suo nido pascoliano. Altri, trasportati dalle note del ” Nessun dorma”, cantata dal maestro Pavarotti, passando dalla dolce melodia del compianto artista Mango con “Mediterraneo” alla intensa poesia di Rino Gaetano con “Ma il cielo è sempre più blu”, hanno prodotto arte, con la tecnica artistica del caviardage. 

Caviardage deriva dal francese CAVIAR, caviale. Potremmo tradurre impropriamente con “cavialeggiare” cioè annerire. In effetti l’azione di “caviardage” era quella che si faceva in passato per sopprimere, in alcuni scritti, dei passaggi ritenuti immorali dalla censura. Oggi è una tecnica creativa.

I ragazzi hanno preso alcune pagine, tratte da vecchie antologie, hanno evidenziato  parole, a seconda del loro stato d’animo.  Sono nati dei piccoli componimenti poetici. Infine hanno annerito il resto e per dare un tocco artistico al componimento, hanno  decorato il foglio.

La campanella puntuale è suonata e sui volti dei ragazzi abbiamo tutti noi colto quanto si sentissero soddisfatti…qualcuno tra sé ha bisbigliato YES, WE CAN…parafrasando il celebre motto dell’ex Presidente degli Stati Uniti d’America, Barack Obama.

 




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