Ultima modifica: 20 Aprile 2026
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Azioni di contrasto al bullismo e cyberbullismo

“Ma quel c’ha detto non può far non detto”

è stato un progetto finanziato dall’Ufficio Scolastico Regionale per la Puglia nell’ambito delle azioni di contrasto al cyberbullismo promosse per l’anno scolastico 2025-2026. Si è svolto da ottobre 2025 a marzo 2026 coinvolgendo tutte le scuole secondarie di primo grado di Gravina in Puglia insieme al Comune di Gravina in Puglia che hanno costituito una specifica rete di scopo.
Il percorso è nato a partire da un verso del Canto Trentesimo dell’Orlando Furioso allorché l’autore, sospendendo la trama narrativa, riflette su quanto ha scritto nella parte finale del canto precedente occasione in cui si lasciò andare ad affermazioni non proprio carine nei confronti delle donne. Ariosto si pente, adesso, di ciò che ha scritto allora: quando la ragione, così Ariosto, si lascia dominare dall’impeto e dall’ira, quando essa è incapace di opporsi al furore cieco così da muovere la lingua ad offendere e attaccare gli altri è inutile poi piangere, disperarsi, pentirsi. Non è per questo pentimento, ancora scrive magistralmente Ariosto, “che l’error s’emende”. Il poeta si paragona ad un malato che in preda ai dolori e alla sofferenza – annichilita quindi la guardia della razionalità – si lascia andare a parolacce, imprecazioni. Poi finito il dolore e ritornata la ragione a vigilare il malato si pente delle brutte cose che ha detto. Ma – qui il titolo del nostro progetto – v’è poco da fare perché ormai “quel ch’ha detto, non può far non detto”.
Ebbene, questo gioco narrativo interno all’Orlando Furioso ci è parso da subito illuminante per ragionare a scuola, con i ragazzi, di cyberbullismo. In un testo fondamentale e bellissimo della letteratura italiana del Cinquecento si trovano perfettamente descritti i meccanismi psicologici che portano oggi molti ragazzi a scrivere cose sbagliate di cui poi, magari, subito si pentono ma che, intanto, hanno prodotto conseguenze devastanti sugli altri e che, soprattutto, non possono essere cancellate, in ogni senso. A differenza di Ariosto le cose che noi oggi scriviamo con il digitale – chat, social network – hanno un potenziale di circolazione e diffusione infinitamente maggiore con l’esito devastante di esporre qualcuno, oggetto delle nostre offese, al cospetto di un pubblico di milioni di persone. Eppure, partire da un poeta del Cinquecento non è stata una scelta causale. È stata invece una scelta mirata rivelatrice dell’idea didattica alla base del progetto: qualsiasi azione, a scuola, di prevenzione al cyberbullismo deve muovere dalla diffusione nei ragazzi di competenze digitali. Ora – e qui un passaggio importante delle Indicazioni Nazionali 2025 ci conforta – le competenze digitali non sono competenze tecniche, vanno cioè distinte dalle competenze informatiche (un hacker ha ottime competenze informatiche, immagino. Ma difetta tantissimo in competenze digitali), giacché concernono la consapevolezza da parte dello studente che gli consente di utilizzare con senso critico e con senso del limite i linguaggi digitali. Avere competenze digitali significa, in buona sostanza, fare un utilizzo antropocentrico ed eticamente corretto del digitale. Ciò lo si impara a scuola ma lavorando, in maniera attiva e non meramente scolastica, su determinati contenuti disciplinari: i poeti, gli scrittori, i filosofi, i problemi scientifici, le grandi questioni tecnologiche, gli snodi della nostra storia. Non è un discorso da fare qui stasera ma chi parla crede che uno degli errori più grandi sia scindere il piano delle conoscenze da quello delle competenze: significa separare due dimensioni correlate se si crede in una scuola che possa avere, attraverso la diffusione viva del sapere, una funzione attiva nella società.
Dunque il taglio didattico che abbiamo dato al nostro progetto è stato proprio questo: abbiamo parlato di poeti, di filosofi. Abbiamo avuto la possibilità di organizzare dei laboratori con una scrittrice che si è occupata di bullismo e cyberbullismo: Chiara Curione. Tutto questo sarà evidente nel prodotto finale che a breve i nostri ragazzi presenteranno. Competenze digitali, culturalmente fondate dunque. Ma anche necessità di lavorare sulle emozioni, sull’empatia: di qui l’organizzazione di laboratori diretti da esperti psicologi la dott.ssa Moretti e la dott.ssa Dipalo che ringrazio per il lavoro svolto.
Ma il contrasto al cyberbullismo impone il coinvolgimento anche delle figure adulte: di qui la scelta di attivare nell’ambito del progetto un percorso formativo rivolto ai docenti per potenziare le loro competenze di progettazione didattica connessa alla Media Education. È un tema importante nel dibattito pedagogico e didattico italiano grazie soprattutto agli studi del prof. Rivoltella e del CREMIT dell’Università di Milano: sono stati proprio questi i riferimenti teorici del nostro percorso di formazione docente tenuto dalla dottoressa Tota Maria Grazia. L’obiettivo sarà quello di inserire nei PTOF delle scuole della Rete delle sezioni dedicate proprio alla Media Education. Non solo docenti ma anche famiglie: aprire la formazione e l’informazione sui rischi connessi al cattivo utilizzo del digitale da parte dei ragazzi alle famiglie è stato uno dei punti più significativi del nostro percorso grazie alla Polizia Postale di Bari con la presenza del dott. Debartolis (che ha anche incontrato gli studenti), del qui presente dott. Fiantanese. Ma in generale devo dire con grande piacere che la Polizia e il Commissariato di Gravina sono supporti imprescindibili nel lavoro quotidiano che facciamo a scuola per prevenire e contrastare bullismo e cyberbullismo. Sempre nell’ottica dell’informazione alle famiglie è stata poi importante la collaborazione con l’Associazione Gens Nova che ha consentito di invitare qui a Gravina, ad incontrare studenti e famiglie, l’Avvocato La Scala da sempre in prima linea nel contrasto al cyberbullismo e nel supporto legale alle vittime.

Manifesto contro il cyberbullismo della rete delle scuole di Gravina in Puglia

Manifesto contro il cyberbullismo della rete delle scuole di Gravina in Puglia (2)
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Protocollo operativo contro il bullismo e il cyberbullismo

timbro_Protocollo operativo contro il bullismo e il cyberbullismo delibera n. 28 del Consiglio di Istituto del 16 aprile 2026
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